
In Francia, il percorso classico per il diploma di chirurgo dentista passa per il PASS o la LAS, due vie universitarie selettive che ogni anno scoraggiano migliaia di candidati. Tuttavia, esistono alternative, sia attraverso i ponti nazionali che attraverso i corsi europei di odontologia. Comprendere questi dispositivi implica distinguere le loro condizioni di accesso, le loro restrizioni normative e il riconoscimento reale del diploma ottenuto.
Ponti nazionali verso l’odontologia: accesso diretto senza ripassare per il PASS
Il dispositivo meno conosciuto rimane il più diretto. Diverse università francesi, tra cui la facoltà di medicina di Montpellier, offrono ponti di accesso al 2° o 3° anno di odontologia per i titolari di alcuni diplomi paramedicali o scientifici. Questi ponti sono regolati da decreti ministeriali regolarmente aggiornati e non richiedono né PASS, né LAS, né concorsi nel senso tradizionale.
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Il principio: un candidato già laureato (infermiere, fisioterapista, farmacista, o titolare di un master scientifico, a seconda dei criteri di ciascuna facoltà) presenta un dossier valutato in base ai suoi risultati accademici, alle sue motivazioni e talvolta a un colloquio. Il numero di posti rimane limitato, ma la procedura sfugge al sistema di selezione per classificazione del PASS.
Questo meccanismo si rivolge a profili in riconversione o a professionisti della salute che desiderano riorientare la propria carriera. Non riguarda i diplomati delle scuole superiori. Diverse guide dettagliate sulle studi dentali senza concorso né medicina e le condizioni specifiche di ciascuna università.
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Laurea in scienze della salute: una via francese in espansione

Da settembre 2024-2025, alcune università stanno sperimentando o ampliando lauree in “scienze per la salute” o “scienze della vita” che integrano una minor salute rinforzata. Queste lauree consentono di candidarsi per l’odontologia dopo uno o più anni, con un peso maggiore del controllo continuo rispetto al PASS classico.
La differenza con la LAS sta nel posizionamento pedagogico. La LAS rimane una laurea disciplinare (diritto, economia, biologia) con un’opzione salute aggiunta. Le lauree in scienze per la salute, invece, sono pensate fin dall’inizio come una base orientata verso i corsi MMOP (medicina, ostetricia, odontologia, farmacia). Il percorso accademico è più coerente per uno studente che mira specificamente al settore dentale.
Il numero di posti assegnati attraverso questa via varia a seconda delle università, e alcune ora distribuiscono meno posti al PASS per destinarne di più a queste lauree. Verificare il piano di formazione pubblicato da ciascun istituto rimane l’unico modo affidabile per conoscere i veri quota.
Studi dentali in Spagna e in Italia: cosa significa davvero “senza concorso”
I corsi europei di odontologia attirano ogni anno numerosi studenti francesi. La Spagna e l’Italia sono tra le destinazioni più comuni, con formazioni di cinque o sei anni che portano a un diploma riconosciuto in tutta l’Unione europea grazie alla direttiva 2005/36/CE.
L’accesso avviene tramite dossier e test di ammissione specifici per ciascuna università, non tramite un concorso nazionale centralizzato. Questa distinzione è fondamentale, poiché l’assenza di un concorso nazionale non significa assenza di selezione. Dal 2023, diverse università spagnole e italiane hanno inasprito le loro condizioni di ingresso:
- Introduzione o rafforzamento di test scientifici riguardanti biologia, chimica e talvolta fisica, con soglie di successo in aumento
- Aggiunta di colloqui individuali per valutare la motivazione e il livello linguistico del candidato
- Implementazione progressiva di numerus clausus locali in alcune facoltà che in precedenza accoglievano senza limiti di posti
Le università spagnole che ricevono molti francesi adeguano al rialzo le loro esigenze di dossier, in particolare le votazioni minime al baccalauréat. Un dossier scolastico medio che era sufficiente tre anni fa potrebbe oggi non superare i filtri di preselezione.
Riconoscimento del diploma europeo e esercizio in Francia

Un diploma di odontologia ottenuto in uno Stato membro dell’UE dà diritto all’iscrizione all’albo dell’Ordine dei chirurghi dentisti in Francia. La procedura si basa sulla direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. In pratica, il laureato deve presentare un dossier all’Ordine, che verifica la conformità del percorso seguito.
Il diploma europeo conferisce gli stessi diritti di esercizio di un diploma francese una volta che l’iscrizione è convalidata. Non è richiesta alcuna ulteriore equivalenza né esame complementare, a condizione che la formazione sia inclusa nell’elenco dei diplomi riconosciuti dalla direttiva.
Un punto di attenzione riguarda la lingua. Esercitare in Francia implica padroneggiare il francese medico a un livello sufficiente per la relazione con il paziente. Le facoltà straniere che tengono i loro corsi in inglese o spagnolo non preparano a questa esigenza, che è responsabilità del professionista.
Criteri di scelta tra ponte francese e corso europeo
La scelta tra queste vie dipende dal profilo del candidato. Ecco i parametri da valutare prima di impegnarsi:
- Il livello di studi attuale: i ponti francesi richiedono un diploma precedente (paramedicale o scientifico), mentre le università europee accettano candidature post-bac
- Il budget disponibile: le tasse universitarie nelle università private spagnole o italiane rappresentano un investimento significativo su cinque o sei anni, mentre i ponti francesi rientrano nel quadro dei diritti universitari classici
- La tolleranza al rischio linguistico e amministrativo: studiare all’estero implica gestire un percorso in un’altra lingua e padroneggiare le procedure di riconoscimento al ritorno
I ponti nazionali rimangono la via più diretta per un professionista della salute già laureato. I corsi europei sono più adatti a un diplomato che desidera evitare la selezione del PASS senza attendere diversi anni di formazione preliminare. Nessuna di queste opzioni elimina la selezione: cambia semplicemente forma.